Morandi, il pittore di Bologna: da via Fondazza all'Accademia Belle Arti..
In giro per i colli bolognesi...
Partenza: Porta San Mamolo.
Arrivo: Villa Ghigi.
Tempo previsto: mezza giornata.
Itinerario consigliato a : chi è stanco dei ritmi frenetici della città e vuole godere della pace e del verde dei colli.
Puoi scegliere se farlo in auto o, se hai gambe forti e resistenti, a piedi.
Questo itinerario ti sembrerà ancora più bello di quanto lo sia già, se potrai compierlo in primavera,
quando si assiste a un meraviglioso spettacolo della natura grazie a piante e fiori dai mille colori.
Partiamo da Porta San Mamolo e imbocchiamo l’omonima via. via San Mamolo è una delle strade più frequentate dai
bolognesi che devono raggiungere i colli, ma anche da chi desidera passare una serata in allegria con gli amici.
Infatti, potrai trovare alcune osterie storiche , di quelle che non invecchiano mai, di quelle aperte 40 anni fa,
ma in cui ancora oggi ci si diverte! Procedendo lungo via San Mamolo, incontri via dell’Osservanza .
Non dimenticare di salire lungo questa ripida via per raggiungere il punto più alto del colle,
dal quale puoi ammirare un meraviglioso panorama che tanto piacque anche a Napoleone, salitovi nel 1805,
e tanto piace ancora oggi ai bolognesi.
Ridiscendi lungo via dell’Osservanza e, raggiunto l’incrocio con via Codivilla,
percorrila fino ad arrivare a piazzale Bacchelli dove ti suggeriamo di lasciare
l’auto per dirigerti a piedi verso San Michele in Bosco. Il colle, interamente occupato dal grandioso Monastero degli Olivetani ,
domina sulla città della quale potrai ammirare un suggestivo scorcio se ti soffermi sulla spiazzo antistante la chiesa.
Ora, recuperata l’auto e ripercorsa via San Mamolo, prendi verso sinistra salendo verso i colli.
Dopo pochi minuti, all’altezza di un grande chiosco di gelati, si diparte una strada che conduce all’entrata di una
delle più belle ville della città: Villa Ghigi .
Risale al XVII secolo quando i nobili Malvezzi la fecero costruire su circa 30 ettari collinari.
Merita di essere visitata anche solo per il parco che offre la possibilità di godere di piacevoli passeggiate e suggestivi panorami.
La villa è visitabile gratuitamente tutto l’anno, tutti i giorni, dall’alba al tramonto.
Tradizione e arte: dalle osterie di via del Pratello alla Basilica di San Francesco
Partenza: via del Pratello.
Arrivo: Basilica di San Francesco.
Tempo previsto: due - tre ore.
Itinerario consigliato a : Chi ama divertirsi e conoscere le più antiche tradizioni,
ma anche scoprire le meraviglie artistiche di Bologna.
Abbiamo immaginato questo itinerario soprattutto pensando agli studenti,
universitari e non, perché loro, da sempre, bevitori, poeti e goliardi, filosofi e squattrinati,
sono assidui frequentatori delle osterie. Ti proponiamo infatti di seguirci in giro per le osterie
di una delle strade più celebri, Via del Pratello : questa strada, nei tempi antichi,
ebbe la fama di essere frequentata da borsaioli e truffatori, tuttavia da sempre ospita
osterie in cui, di sera, accorreva un gran numero di persone.
Qui, ci si rifugiava per fare tardi, bere buon vino e stare in compagnia di amici.
Alcune osterie, divenute oggi leggendarie, ancora sopravvivono in Via del Pratello e nella vicina via Pietralata .
“Sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuori porta”: così infatti, cantava Francesco Guccini ,
straordinario conoscitore e frequentatore delle osterie bolognesi, riferendosi proprio alle osterie di un tempo.
È in Via del Pratello che la tradizione delle osterie, per quanto modernizzata e in versione meno economica,
si è mantenuta più che altrove.
Passeggiando per questa via, troverai infatti un’osteria dopo l’altra, con veranda e
vecchi tavoloni di legno sui quali ti verranno serviti ottimi piatti tipici della cucina bolognese e,
come vuole la tradizione… buon vino in caraffe di vetro! Se questa goliardica passeggiata
tra le osterie non ha esaurito tutte le tue forze, ti consigliamo di percorrere via del
Pratello in direzione Piazza Malpigli. Ti troverai in Piazza San Francesco dove puoi ammirare
la bellissima Basilica dedicata al santo. La chiesa risale al XIII secolo e rappresenta
uno stupendo esempio di monumento in stile gotico italiano.
Alle spalle della basilica, si dispiega un parco all’interno del quale si trovano le Tombe dei Glossatori ,
i sepolcri di alcuni tra i più celebri commentatori del Diritto Romano .
Ti consigliamo di ammirare, almeno una volta, la basilica di San Francesco di notte .
Infatti, è il buio della notte ad accrescere il fascino di questa basilica,
è l’illuminazione notturna a valorizzarne il raffinato profilo.
Il percorso di Morandi (il pittore): da via Fondazza all'Accademia Belle Arti.
Partenza: via Fondazza.
Arrivo: Accademia Belle Arti.
Tempo previsto: 1 ora.
Itinerario consigliato a : chi desidera esplorare le vie e i vicoli percorsi dall'artista ogni mattina.
Un itinerario che ha il sapore del passato perché ti condurrà attraverso
le strade un tempo frequentate da uno dei maggiori artisti bolognesi: Giorgio Morandi .
L’artista, uno dei più grandi pittori del Novecento, insegnava incisione all’Accademia di Belle Arti:
è fino a qui che ti guideremo, passando attraverso vie e vicoli amati dal pittore.
Abitava in via Fondazza , una traversa di Strada Maggiore,
dove rimase quasi tutta la vita. Era una strada popolare, tuttora occupata da botteghe artigiane
colorate dai rossi e dai gialli che tanto amava il pittore.
Di buon mattino lasciava la sua casa, che ancora ospita lo studio del pittore,
e si immergeva nella Bologna dei palazzi e delle chiese. Raggiunta Strada Maggiore,
si dirigeva verso il centro superando il profilo barocco del cortile di Palazzo Ercolani e arrivava al Portico dei Servi ,
addossato alla omonima chiesa dove si trova la Madonna di Cimabue e dove oggi si svolgono affascinanti concerti
d’organo sulla note di Bach.
Oltrepassato il Portico dei Servi, Morandi si avviava verso Piazza Aldrovandi e di qui,
imboccava via Petroni addentrandosi nella Bologna “la dotta”, nel cuore della zona universitaria .
Giunto in Piazza Verdi , dove si fermava spesso per ammirare
la facciata del Teatro Comunale di Bibiena , proseguiva per
Via Zamboni camminando sotto il portico di Palazzo Poggi,
sede dell’università, fino a immettersi in Via delle Belle Arti,
esattamente all’altezza della celebre Pinacoteca Nazionale che offre un seducente
percorso attraverso la pittura emiliana dal XIII secolo al XVIII secolo. A pochi metri dalla Pinacoteca,
si trova l’Accademia di Belle Arti dove l’artista era tanto atteso dai suoi studenti,
affascinati dalle sue lezioni, geniali e bizzarre al tempo stesso.
Questo itinerario ti sembrerà ancora più bello di quanto lo sia già, se potrai compierlo in primavera, quando si assiste a un meraviglioso spettacolo della natura grazie a piante e fiori dai mille colori.
Raffinata via pedonale, una sorpresa la piazzetta e la Chiesa de' Celestini, non è molto grande, ma trabocca di opere d’arte
in giro per le osterie di una delle strade più celebri. Questa strada, nei tempi antichi, ebbe la fama di essere frequentata da borsaioli e truffatori, tuttavia da sempre ospita osterie in cui, di sera, accorreva un gran numero di persone.
L’artista, uno dei più grandi pittori del Novecento, insegnava incisione all’Accademia di Belle Arti
Dalla Torre degli Asinelli si gode una vista mozzafiato di tutta Bologna, fu costruita nel XII secolo. Nel XIV secolo fu accorciata fino ai 98 metri attuali. La torre Garisenda si inclinò a causa di un cedimento del terreno nel XIV secolo, ma è stabile ed in prefetto equilibrio nei suoi 48 metri.
Nota anche come "piazza delle Sette Chiese", è una delle piazze sicuramente più affascinanti e romatiche di Bologna. Il nucleo originale fu edificato nel VIII sec. su un tempio pagano dedicato ad Iside.
La chiesa di San Petronio fu costruita molto lentamente nell'arco di 100 anni, incominciata nel 1390 per ordine del comune non fu mai conclusa. Il portale maggiore presenta bassorilievi scolpiti da Jacopo della Quercia.
Detta anche Fontana del Gigante, la grande statua di bronzo del Dio del mare è considerata una fra le più belle fontane cinquecentesche. Situata tra il Palazzo Comunale e Palazzo Re Ezo, fu progettata nel 1563 dall'architetto Laureti, mentre le sirene da cui sgorgono gli zampilli d'acqua furono disegnate dal Gianbologna.
Due, duecento, la "foresta di pietra". Bologna e le sue mitiche torri. Simbolo cittadino che dal Medioevo sovrastano con occhio benevolo la città.
Dla Santa Gerusalemme Bolognese per i suoi collegamenti simbolici ai luoghi della Passione di Cristo, è da mille anni un importante monastero benedettino. Una chiesa bizantina di quasi 1500 anni fa, una chiesa romanica, una cripta suggestiva. Due chiostri di incomparabile bellezza. Un'esperienza storico artistica da non perdere.
Nel 1390 fu iniziata questa maestosa Collegiata di indescrivibile suggestione. Sulla facciata incompiuta la dolcezza della Madonnina di Jacopo della Quercia, al suo interno capolavori pittorici, scultorei ed in vetro dell'arte italiana del Medioevo e del Rinascimento. Inoltre una vera Macchina del Tempo, la Meridiana di Cassini, che ancora oggi stupisce per la precisione e il fascino
Simbolo dell'eleganza Cinquecentesca, le sue acque limpide non furono mai destinate a dissetare i bolognesi ma furono fatte sgorgare per celebrare la potenza papale.
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