Battezzata "la grassa" da Petrarca, Bologna continua oggi a meritare in pieno questo appellativo.
Andar per osterie ed enoteche. Musica dal vivo e specialità gastronomiche
non mancano mai nelle osterie bolognesi, rifugio di giovani cantanti
alle prime armi e di buongustai in giro per il mondo.
Due osterie in particolare rimangono avvolte nella leggenda e sono
meta privilegiata di intenditori con qualche pretesa in più. Una
è l'Osteria de Poeti (sull'omonima via de' Poeti 1, frequentata
a suo tempo da Carducci e Pascoli, situata in un palazzo senatorio del 1400,
a due passi dalle Due Torri e da Piazza Maggiore. Qui si ritrovano tutt'oggi
le caratteristiche volte a vela, il camino del '400, le cantine, il pozzo dell'acqua sorgiva,
il banco originale per la vendita al pubblico imposto dal Papato nel '600.
La seconda è la storica Cantina Bentivoglio (via Mascarella 4), un'enoteca con cucina ristorante che ogni sera
diviene tempio del jazz. In via Mascarella, nella zona chiamata "Piccola Pigalle " per l'alta densità di locali,
la cantina è situata nello splendido Palazzo Bentivoglio risalente al 1500. Un posto ad hoc per mangiare, dove ogni
giorno è pronto l'inimitabile ragù alla bolognese; per un dolce dopocena, dalla panna cotta alla torta al cioccolato;
per bere una buona bottiglia di vino in compagnia; per la più bella musica jazz dal vivo.
Particolarmente affascinante (e "odorosa") è via delle Pescherie: dal nome potete immaginare il tipo di negozi che si trovano
in questa via. In queste vie vi può capitare inoltre di imbattervi anche in negozi particolari, per esempio nella vecchia
bottega di un calzolaio o in negozi che vendono coltelli di ogni genere.
Tra i negozi storici in cui ci si può deliziare in un sano shopping gastronomico, il famosissimo panificio Atti
(via Caprarie 7), il forno più antico di Bologna, all'ombra delle Due Torri. Praticamente un'istituzione. Più di un secolo
di pasta tirata a mano tutte le mattine, pane, dolci, squisitezze gastronomiche. Il negozio è in stile liberty originale
e, per la sua eleganza, divenne luogo di frequentazioni illustri come quelle di Giosuè Carducci, Giorgio Morandi e Alfredo Testoni.
A scorrere i piatti tipici della sua cucina per rendersi conto che questa fama è pienamente meritata: dal ragù
il condimento per antonomasia, vero elogio all'unto e all'ipercalorico.
E poi i primi: le tagliatelle, nella versione classica al ragù o al prosciutto, ma che possono essere anche condite con
cipolle, pomodoro, funghi, verdure, tartufo o pesce; fu mastro Zafirano, cuoco personale di Giovanni II di Bentivoglio,
a crearle in occasione del matrimonio tra Annibale Bentivoglio e Lucrezia D'Este.
I tortellini la cui creazione sembra attribuibile a un cuoco di Castelfranco, paese tra Bologna e Modena (ed è ulteriore
motivo di disputa tra bolognesi e modenesi), che pare prese ispirazione dall'ombelico di Venere; al tortellino, che è servito
rigorosamente in brodo (i tortellini alla panna o al ragù sono quasi un sacrilegio per i bolognesi doc),
è legata a doppio filo la figura della sfoglina, le tipica arzdàura (traduco per i non bolognesi: signora;.
era la massaia di una volta che dirigeva la casa; si legge sdàura) che con le sue manine modellava per
ore i tortellini in modo che non superassero mai i 3 centimetri di lato.
Tutte le trattorie di una volta avevano la loro sfoglina e, anche oggi, i locali più fedeli alle tradizioni mantengono questa figura.
E che dire poi delle lasagne.
Tra i secondi ricordiamo le cotolette, i bolliti misti, i fritti misti (con la famosa crema fritta) e gli arrosti.
Tra i dolci il pan speziel (ora conosciuto come certosino) e la torta di riso.
E poi il salume bolognese per eccellenza: la mortadella, il cui nome deriva dal mortaio
(mortarium in latino) in cui la carne di maiale veniva pestata insieme ad altri ingredienti.
Il tutto rigorosamente innaffiato da uno o più bicchieri di buon lambrusco che sembra aver doti
quasi miracolose nello sciogliere i grassi accumulati durante un tipico pranzo bolognese (e vi posso garantire che non sono pochi).
Come fare a sfoglia per i tortellini :
1 uovo ogni 100 grammi di farina. E poi … matterello.
La sfoglia alla Bolognese si fa esclusivamente con la farina e le uova, niente acqua...
Presso La Vecchia Scuola Bolognese si può assistere alla lavorazione,
da parte delle Sfogline, della pasta fresca: attraverso pareti vetrate vedrete confezionare
tortellini, tortelloni, tagliatelle, ecc.. e si può anche partecipare attivamente alla loro preparazione durante
i corsi presso la sala interna adibita a tale scopo.
1 uovo ogni 100 grammi di farina. E poi … matterello. La sfoglia alla Bolognese si fa esclusivamente con la farina e le uova, niente acqua....
Degno di nota il piccolo mercato dell'antiquariato nella splendida Piazza. Sabato e domenica la piazza si colora di bancarelle e punti espositivi per mobili antichi, quadri, oggettistica d’ogni tipo. Così il secondo sabato e domenica di ogni mese. Circa 87 espositori.
Particolarmente affascinante (e "odorosa") è via delle Pescherie: dal nome potete immaginare il tipo di negozi che si trovano in questa via. In queste vie vi può capitare inoltre di imbattervi anche in negozi particolari, per esempio nella vecchia bottega di un calzolaio o in negozi che vendono coltelli di ogni genere.
A Bologna è tradizione che il passaggio dal vecchio al nuovo anno sia celebrato col Rogo del Vecchione, la gigantesca scultura che a mezzanotte del 31 dicembre viene bruciata in Piazza Maggiore, nel cuore della città.
Verso la fine del XII secolo erano presenti un centinaio di torri , ma solo una ventina sopravvisse fino ai giorni nostri. Molte torri vennero demolite ed altre crollarono spontaneamente, quelle presenti si trasformarono in abitazioni, botteghe, carceri. Agli inizi del 1900 le torri Artenisi Riccadonna e Guidozagni furono abbattute per la costruzione di via Rizzoli; nel 1967 Due Torri, che portano la firma dell'architetto giapponese Kenzo Tenge, ridarono vita alla tradizione architettonica della città. Del periodo medioevale spiccano la torre dell’Arengo, la casa-torre Azzoguini, la torre Prendiparte e il campanile della cattedrale di San Pietro.
Resistono alcune botteghe storiche, non solo gastronomiche, ma anche cappellerie, mercerie..
La chiesa di San Petronio fu costruita molto lentamente nell'arco di 100 anni, incominciata nel 1390 per ordine del comune non fu mai conclusa. Il portale maggiore presenta bassorilievi scolpiti da Jacopo della Quercia.
Detta anche Fontana del Gigante, la grande statua di bronzo del Dio del mare è considerata una fra le più belle fontane cinquecentesche. Situata tra il Palazzo Comunale e Palazzo Re Ezo, fu progettata nel 1563 dall'architetto Laureti, mentre le sirene da cui sgorgono gli zampilli d'acqua furono disegnate dal Gianbologna.
Due, duecento, la "foresta di pietra". Bologna e le sue mitiche torri. Simbolo cittadino che dal Medioevo sovrastano con occhio benevolo la città.
Dla Santa Gerusalemme Bolognese per i suoi collegamenti simbolici ai luoghi della Passione di Cristo, è da mille anni un importante monastero benedettino. Una chiesa bizantina di quasi 1500 anni fa, una chiesa romanica, una cripta suggestiva. Due chiostri di incomparabile bellezza. Un'esperienza storico artistica da non perdere.
Nel 1390 fu iniziata questa maestosa Collegiata di indescrivibile suggestione. Sulla facciata incompiuta la dolcezza della Madonnina di Jacopo della Quercia, al suo interno capolavori pittorici, scultorei ed in vetro dell'arte italiana del Medioevo e del Rinascimento. Inoltre una vera Macchina del Tempo, la Meridiana di Cassini, che ancora oggi stupisce per la precisione e il fascino
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