«Vedendosi di quanta comodità, e ornamento pubblico sia l'uso di Portici in questa Magnifica Città, e desiderandosi, non solo di mantenere, e conservare detti Portici; mà ancora ampliarli, e ornarli maggiormente per decoro della Città, e universale giovamento...».
Bologna è famosa per i chilometri di portici che uniscono palazzi, torri, conventi e contrade,
e non solo in pieno centro storico ma ovunque.
Nel centro storico se ne contano 38 Km a cui bisogna aggiungere:
quello che collega porta Saragozza al santuario di San Luca, composto da 666 archi e lungo Km 3,796.
Il portico che collega l'arco del Meloncello alla Certosa, composto da 130 arcate a tutto sesto;
quello che collega porta Maggiore alla chiesa degli Alemanni, composto da 167 arcate e lungo 650 metri.
Inoltre, tutti quelli delle 'nuove' zone abitative all'esterno dei viali di circonvallazione.
La pianta del centro è delimitata da viali fittamente alberati che coincidono con il perimetro della antica cinta muraria
di cui restano ancora brevi tratti e, soprattutto, diverse porte di accesso (dieci per l'esattezza).
Come nascono i portici a Bologna: Nel tardo medioevo il forte incremento della popolazione, dovuto principalmente allo sviluppo
dell'Università, rese necessaria la costruzione di altre unità abitative e si provvide a ciò ampliando i piani superiori delle
case esistenti con asporti retti dal prolungamento delle travi portanti e da mensole dette «beccadelli».
Ampliando successivamente detti asporti i «beccadelli» non erano più in grado di reggere l'aumento di carico e si
rese necessario scaricare a terra il sovrappeso tramite colonne in rovere .
All'epoca quasi tutte le costruzioni, tranne le torri, erano relizzate nel medesimo materiale anche perchè il territorio
attorno alla città era ricco di foreste di querce.
Nel 1288 per dare riparo ai commercianti, agli studenti della nascente Università e per rendere abitabili i
pianterreni umidi e malsani causa il contatto con la fanghiglia e i liquami delle strade,
venne promulgato un bando per cui nessun nuovo edificio doveva essre privo di portico alto almeno 7 piedi bolognesi (2,66 metri),
cioè quanto un uomo a cavallo e largo altrettanto.
A queste misure non ci si attenne scrupolosamente specie nelle zone più povere, l'importante fu che le case fossero munite di portici.
Il 26 marzo 1568 il Legato Pontificio mons. Giovanni Battista Doria e il Gonfaloniere Camillo Paleotti emisero un bando per cui,
entro tre mesi, tutte le colonne lignee dei portici dovevano essere sostituite da colonne in laterizio o in macigno, per evitare che i frequenti incendi facessero crollare interi quartieri.
Nonnostante le minacce (10 scudi d'oro di multa) molte stilate di legno resistettero fino alla metà del XIX secolo quando
la sostituzione fu generalizzata. Fortunatamente l'intervento del conte Giovanni Gozzadini ci permette ancor
oggi di assaporare le suggestioni di tardo medioevo dei pochi portici sopravvissuti con colonne in legno.
Le strade principali che, attraverso le porte, immettono sui viali, partono da Piazza Maggiore,
la più importante piazza della città,
lungo questa via si trova Casa Isolani, un raro esempio di costruzione civile del XII secolo.
Sempre da Piazza Maggiore, oltrepassando la celeberrima fontana del Nettuno, la lunga e dritta Via dell'Indipendenza
è la strada dello shopping e del passeggio da sabato pomeriggio ma è anche la via maestra che conduce alla stazione ferroviaria.
Percorrendola, si prospettano raffinati palazzi porticati, come il signorile Palazzo Ghisilardi-Fava, e si incontrano la palazzina Majani,
il prestigioso Grand Hotel Baglioni con le sue sale affrescate dai Carracci, il culto gastronomico del ristorante Diana, un simbolo
di ospitalità e buon gusto nel segno della tradizione bolognese.
Da via dell'Indipendenza comincia anche via Ugo Bassi, con l'immancabile portico e il mercato delle Erbe,
che conduce sino alla piazza e alla chiesa di San Francesco, il più bell'esempio di architettura gotica a Bologna.
Luoghi senz'altro incantevoli intrisi di storia, leggenda e tradizioni, sono il Colle della Guardia e il Santuario
della Madonna di San Luca.
Il portico più lungo del mondo:
Per arrivare sul colle basta fare una passeggiata seguendo il Portico di San Luca (ben 3500 metri di portico) che da Porta Saragozza
conduce sino al Santuario di San Luca, eretto sul Colle della Guardia a 289 metri sul livello del mare. Il Santuario, con annesso convento, fu costruito nel 1194, successivamente fu ampliato e solo tra il 1723 e il 1774 fu realizzato l'edificio attuale su progetto di Carlo Francesco Dotti. Il 28 giugno 1674 fu posta la prima pietra del porticato e nel giro di solo due anni furono completati i 300 achi del tratto in pianura. Il tratto in salita fu realizzato tra il 1706 e il 1715. In collegamento tra i due tronconi fu eretto, su disegno del Dotti, il magnifico «arco del Meloncello» tra il 1721 e il 1732. In totale il portico è formasto da 666 archi e alla sua costruzione partecipò tutta la popolazione.
All'interno si conserva una icona bizantina (Vergine con Bambino) che la tradizione vuole essere opera dell'evangelista Luca
e, dunque, conosciuta come la Madonna di San Luca. Il posto è molto frequentato non solo dai turisti ma dagli stessi bolognesi
che affrontano spesso la salita.
Non esiste al mondo un’altra città che ne abbia tanti come Bologna. Tutti insieme i porticati misurano in lunghezza ben 35 km, il portico più lungo del mondo, è quello di San Luca 4 km, 666 arcate. Durante le molte e sanguinose guerre medioevale, quando Bologna si chiuse dentro le sue mura, comparvero i primi rozzi porticati. In quel tempo nessuno voleva costruire case fuori dalla città, perciò si dovettero ingrandire le abitazioni esistenti nell’interno. Con assi e travi di legno, occupando parte delle strade, si aggiunsero altre stanze ai piani superiori delle case. Così nacquero i portici, prima in legno, poi con colonne in muratura. Ancor oggi rimane qualche edificio col portico di legno, come la famosa Casa Isolani, in strada Maggiore, e la Casa Grassi, in via Marsala.
Degno di nota il piccolo mercato dell'antiquariato nella splendida Piazza. Sabato e domenica la piazza si colora di bancarelle e punti espositivi per mobili antichi, quadri, oggettistica d’ogni tipo. Così il secondo sabato e domenica di ogni mese. Circa 87 espositori.
In Via San Vitale domina l'imponente facciata del Palazzo Fantuzzi, chiamato anche (degli elefanti),perchè vi sono scolpiti due grandi elefanti che reggano sul dorso un castello turrito. Sembra che il nome Fantuzzi derivi da Elefantuzzi e da qui abbia origine il loro stemma di famiglia, che porta appunto un elefante turrito. Il grandioso edificio fu costruito da 1517 al 1532, forse dall'architetto Andrea da Formigine.
A Bologna è tradizione che il passaggio dal vecchio al nuovo anno sia celebrato col Rogo del Vecchione, la gigantesca scultura che a mezzanotte del 31 dicembre viene bruciata in Piazza Maggiore, nel cuore della città.
Dalla Torre degli Asinelli si gode una vista mozzafiato di tutta Bologna, fu costruita nel XII secolo. Nel XIV secolo fu accorciata fino ai 98 metri attuali. La torre Garisenda si inclinò a causa di un cedimento del terreno nel XIV secolo, ma è stabile ed in prefetto equilibrio nei suoi 48 metri.
Nota anche come "piazza delle Sette Chiese", è una delle piazze sicuramente più affascinanti e romatiche di Bologna. Il nucleo originale fu edificato nel VIII sec. su un tempio pagano dedicato ad Iside.
La chiesa di San Petronio fu costruita molto lentamente nell'arco di 100 anni, incominciata nel 1390 per ordine del comune non fu mai conclusa. Il portale maggiore presenta bassorilievi scolpiti da Jacopo della Quercia.
Detta anche Fontana del Gigante, la grande statua di bronzo del Dio del mare è considerata una fra le più belle fontane cinquecentesche. Situata tra il Palazzo Comunale e Palazzo Re Ezo, fu progettata nel 1563 dall'architetto Laureti, mentre le sirene da cui sgorgono gli zampilli d'acqua furono disegnate dal Gianbologna.
Due, duecento, la "foresta di pietra". Bologna e le sue mitiche torri. Simbolo cittadino che dal Medioevo sovrastano con occhio benevolo la città.
Dla Santa Gerusalemme Bolognese per i suoi collegamenti simbolici ai luoghi della Passione di Cristo, è da mille anni un importante monastero benedettino. Una chiesa bizantina di quasi 1500 anni fa, una chiesa romanica, una cripta suggestiva. Due chiostri di incomparabile bellezza. Un'esperienza storico artistica da non perdere.
Nel 1390 fu iniziata questa maestosa Collegiata di indescrivibile suggestione. Sulla facciata incompiuta la dolcezza della Madonnina di Jacopo della Quercia, al suo interno capolavori pittorici, scultorei ed in vetro dell'arte italiana del Medioevo e del Rinascimento. Inoltre una vera Macchina del Tempo, la Meridiana di Cassini, che ancora oggi stupisce per la precisione e il fascino
Simbolo dell'eleganza Cinquecentesca, le sue acque limpide non furono mai destinate a dissetare i bolognesi ma furono fatte sgorgare per celebrare la potenza papale.
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